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Bosnia

Bosnia - Il re somaro

Vi era, tanto tempo fa, un paesone tra le montagne di PLIKVICE con una gran quantità di animali ma soprattutto di somari.
Ogni animale aveva il suo compito, come del resto in ogni parte del mondo. Vi erano le galline che ogni mattina lanciavano un bel coccodè dopo avere fatto l'uovo. Vi erano le mucche che andavano a pascolare sulle verdi colline e poi rientravano con tanto latte che i contadini le dovevano mungere fino a tardi, poi c'erano caprette, cavalli, pecore, maiali.
E anche gli animali, come gli uomini, avevano il loro re che nominavano ogni anno all'inizio della primavera.
Infatti, durante il lungo inverno gli animali nelle stalle avevano avuto tempo di parlare tra loro e fare progetti nuovi.
Da un bel po' di tempo veniva fatto re un cavallo, Biancone di nome e di fatto, che di cose ne aveva viste e cercava di dare sempre il consiglio migliore per ogni animale anche perché gli uomini parevano buoni, ma ogni tanto qualche animale spariva e si trovavano di lui solo ossa o penne. Quell'inverno però si tenne nella stalla dei somari un consiglio molto 'orgoglioso'. "Fratelli somari" fece Dentigialli, il più focoso di essi, "è ora che uno di noi diventi re! Lavoriamo molto, siamo i più numerosi, abbiamo belle orecchie lunghe e forti zoccoli per scalciare, una voce così alta che si può udire ovunque e siamo anche molto intelligenti, quando una cosa non la vogliamo fare, non la facciamo, anche se il padrone ci tira con la corda!"
"Bravo!" ragliò Musolungo, "giusto!" rimandò Zoccolodiferro. "E' ora che regni l'animale più furbo" fece Puledrina, la somarella più giovane.
E così, alle elezioni del re degli animali, tutti i somari votarono per Dentigialli, che divenne re. Biancone non disse nulla, scosse un po' la testa e salutò il nuovo re e così pure fecero gli altri animali anche se un po' perplessi.
La prima grande innovazione che Dentigialli ordinò alla comunità fu: "Tutti gli animali che non vogliono fare una cosa per gli uomini, devono tirarsi indietro come noi somari, e non farla!" E la notte passò con questo primo regolamento emanato dal nuovo re, il quale la ragliò così forte che entrò nella zucca a quasi tutti.
Così, la mattina seguente, le galline amiche di Dentigialli gli diedero subito retta e cominciarono col non fare l'uovo! E pure qualche mucca in stalla con Zoccolodiferro decise di non andare a pascolare e latte non produsse.
Dentigialli poi ripeteva con grandi ragli il suo ordine, anche se lui come molti somari, a suon di legnate dei padroni, dovette lavorare perché anche se la pelle era dura, più duri erano i nodi dei bastoni, ma i fedeli Puledrina e Zoccoletto quel dì e i seguenti non vollero uscire dalle stalle.
"Attenti" si azzardò a nitrire Biancone "non mi pare un bel momento per un editto simile, all'inizio dei lavori di primavera".
Dentigialli avrebbe voluto tirargli un bel calcio, perché l'aveva contraddetto, ma gli ragliò forte, perché tutti udissero: "Biancone, è ora di ribellarsi alla tirannia degli uomini, così capiranno che anche noi abbiamo dei diritti!"
"Ah, che grande re abbiamo ora", chiocciarono le galline. "Ah che grande somaro" rimandarono le pecore.
E così il primo regolamento del re somaro cominciò a dare i suoi frutti: delle galline e delle oche che non volevano fare l'uovo, si trovarono solo le penne, le mucche che non davano latte furono vendute al macellaio ed anche alcune pecore; i somarelli Puledrina e Zoccoletto non ebbero più cibo poiché i padroni trattano sempre così i somari riottosi!
Ma alla fiera d'estate le galline per prime decisero: meglio fare un uovo oggi che finire in pentola domani e Dentigialli, dovendo fare anche il lavoro degli altri somari, fedeli alla sua regola , sudò tanto che perse la voce e non diede più ordini.

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The donkey-king (Bosnia)

Once upon a time there was a big village in the mountains of Plitvice, with a large number of animals. Most of them were donkeys.

Each animal had its task just as everywhere else in the world after all. There were hens, that every morning cackled nicely after laying eggs. There were cows, that went grazing on the green hills and then came back with so much milk that the peasants had to milk them till late, then there were goatlets, horses, sheep, pigs.

And the animals as well as the people loved their king, whom they appointed every year at the beginning of spring, because during the long winter the animals in the stables had had plenty of time to talk to each other and make new plans.

For quite a long time they had chosen a horse. His name was Big White and he was actually a big white horse. He had seen many things so he always tried to give the best advice to each animal, also because men looked good but from time to time an animal disappeared and only bones and feathers were to be found of it. That winter, however, a very proud council was held in the stable. "Brothers" said Yellow Teeth, the most fiery of the donkeys "it's time one of us became king! We work hard, there's more of us than of all the other animals, we have nice long ears, hard hoofs to kick, voices so loud that we can be heard everywhere and we're very clever as well, when we won't do something, we won't, no matter if the master pulls us with a rope!"

"Well done!" brayed Long Muzzle. "Quite right!" Iron Hoof joined in . "It's time the most cunning animal became king" said Little Filly, the youngest she-ass.

Thus all the donkeys voted for Yellow Teeth, who became king. Big White did not say a word, shook his head a bit and greeted the new king, and so did the other animals, a bit puzzled though. The first big innovation Yellow Teeth ordered the community was: "All the animals who don't want to do something for men must stand back like us donkeys and not do it!" And the night went by with the first rule issued by the new king, who brayed it out so loudly that it got into almost everybody's head.

Thus the following morning the hens who were friends of Yellow Teeth's immediately did what he had told them and stopped laying eggs! And a few cows, who shared the stable with Iron Hoof, decided non to go grazing and so they produced no milk.

Yellow Teeth repeated his command braying out loudly, though he as well as many other donkeys, being beaten by their masters, were compelled to work, because their skin was hard but the stick knots were even harder. Nevertheless, the faithful Little Filly and Little Hoof would not come out of their stables on that day and the following ones as well.

"Mind you" Big White ventured to neigh "the beginning of the spring works doesn't seem to be the right time for such an edict."

Yellow Teeth would willingly kick him all right because he had contradicted him, but instead brayed to him loudly so that everybody could hear: "Big White it's time we rebelled against men's tyranny, so they'll realize we have rights as well!"

"What a great king we have now" cackled the hens. "What a great donkey" echoed the sheep.

So the donkey-king's first rule began to bear fruit: of the hens and geese who would not lay eggs, only the feathers were to be found, the cows that gave no more milk were sold to the butcher together with some sheep, the donkeys Little Filly and and Little Hoof got no more food, since masters will treat unruly donkeys like that.

At the summer fair, however, the hens decided it was better to lay an egg today than to end up in a pot tomorrow and Yellow Teeth, compelled as he was to do the work of the other donkeys, who stuck to his rule, as well, sweated so much that he lost his voice and could give no more orders.

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