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I galli di Ouagadoudou

Ho puntato la sveglia del cellulare alle cinque ma i muezzin alle quattro cominciano a lanciare le loro invocazioni dai minareti di Ouagadougou.
A rispondere subito sono i galli, un’infinità, da ogni cortile gridano i loro chicchirichì. Qua avere qualche pollo è una gran risorsa alimentare di carne quindi ce ne sono davvero tanti che come i clacson al Cairo “suonano” tutti assieme almeno per un’ora!
Amidù, l’autista, ci preleva al volo, e poiché è in ritardo di venti minuti, corre con una vecchia Opel per la città tirando diritto a tutti i semafori…non si ferma a nessun rosso! Prima la cosa mi diverte poi comincia a preoccuparmi, ho fatto un errore a dire che ho fretta!
Quando dopo 2 “rossi” di un rettilineo al terzo “rosso” appaiono due gendarmi con il giubbetto fluorescente che hanno visto bene cosa stiamo combinando e si piazzano a metà strada con cenno perentorio di accostare, Amidù rallenta poi appena sotto riparte a tutto gas…”non ci credo” …se quelli sono un po’ armati, finisce male!
Mi aspetto qualcosa, ma non succede nulla anzi, il giovane pilota continua nella sua guida “al limite” e nel silenzio più totale rotto solo dal rumore sgangherato del vecchio motore.

 

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Dopo un’ora e mezza di polveroso sterrato fuori Uagà, arriviamo al pannello solare da 100 watt che abbiamo finanziato per dare cinque punti luce a due alloggi di formatori scolastici, a una stanza/sartoria con due vecchie “singer” e una “holand” e a una chiesa.
Ci aspettava un po’ di gente e un sacerdote missionario ghanese che, dopo averci salutato e ringraziato ci porta a vedere un terreno dove vuole costruirci un allevamento di polli. Il sole comincia a farsi sentire e l’auto…non parte più!
Tutti ficcano la testa dentro il cofano e ognuno dice la sua…capisco che si parla di elettricità, di radiatore e anche di freni quale causa del guasto! Alla fine la spingono per un tratto e riparte.

 

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Mentre andiamo, ripenso alla luce che qui di giorno acceca, ma, dopo le diciotto, nella brousse (campagna-deserto) domina il buio più assoluto! Penso alle donne che ora a Sourgoubilà possono cucire i loro vestiti fino a tardi, ai due educatori che possono vedersi con gli allievi fino alle ventidue, penso alla chiesa (grande magazzino) che raccoglie la gente per una preghiera ma che poi diventa un ritrovo di molti.
Chissà come sarebbe la nostra vita se dopo le diciotto mancasse la luce e la corrente….ma l’auto che ricomincia a “strappare” in piena brousse mi fa sudare, assieme al sole!

 

G.V.

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