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L'occhio di Amin

L'occhio destro del piccolo Amìn

Sto cercando Therese, ma vengo richiamato dalle urla di un bambino, incessanti e forti. Amìn sta sdraiato su un lettino con i genitori che gli tengono le mani appoggiate sulle braccia e le gambe mentre un infermiere lavora sul suo occhio destro.
Il piccolo urla a più non posso, l'infermiere ogni tanto mette qualcosa su un batuffolo di cotone....., poi arriva suor Teresa l'oculista, mi vede, mi risaluta, mentre va a medicare l'occhio di Amìn ...... controlla l'organo, ci lavora poi viene verso di me e mi mostra il batuffolo di cotone con sopra lunghe spine marron chiaro, durissime! Le ha tolte dall'occhio destro del bimbo di cinque anni: "stava giocando con altri ed è finito in un rovo di spine, l'occhio è distrutto ...... dobbiamo toglierlo, ma serve una anestesia totale, qui non è possibile farla, bisogna trasferirlo alla capitale Ouagadougou!"
Therese, parla con i genitori, poi di nuovo con l'infermiere e va sul bimbo, gli sussurra all'orecchio per un po' mentre gli accarezza una guancia e lo acquieta.

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"Vieni, mi dice, vieni sta un po' qui devo fare alcuni interventi di cataratta (in genere venti al giorno!) Ma dove sono gli oculisti che avevi promesso sarebbero venuti con te dall'Italia?"
Non attende la mia risposta, ma credo senta bene l'imprecazione che lancio ai..... muri!
Si veste rapida, si lava energicamente le mani, mi presenta l'assistente di sala chirurgica, un prete.
Poi la vedo oltre il vetro e con due pazienti in attesa dell'intervento, distesi sui lettini, alza le mani al cielo e assieme al religioso prega un po', come ogni giorno prima di fare chirurgia.

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Giro per alcune sale del centro oftalmologico di Zorgho, unica struttura per migliaia di povera gente. Nel lungo salone d'ingresso, 50 o 60 persone accalcate attendono l'esame della vista...... ma una volta diagnosticata la disfunzione visiva ..... sarà dura trovare gli occhiali correttivi, anzi assai difficile e molte persone resteranno con la ricetta.... In mano!
Penso agli occhiali che abbiamo portato in dono, troppo pochi.
Faccio un altro giro e Suor Therese riappare in camice verde e mi porge un foglietto con i medicinali che le servono al più presto!

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Mentre esco dal centro che la suora gestisce da sola, conto supergiù centocinquanta pazienti tra le 9,30 e le 10,30 di oggi 28 dicembre.

W.V.

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