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Buon 2015, Burkina!

Entrare quest'anno in Burkina dopo due mesi appena dal colpo di Stato e in pieno "allarme ebola", è stata una esperienza particolare: all'arrivo in aeroporto era obbligatorio disinfettarsi le mani e lasciarsi poi "scannerizzare" da un apposito apparecchio a raggi infrarossi, con il compito di rilevare la temperatura corporea, per passare quindi alla compilazione di un documento sanitario sui sintomi del virus ebola..... a cui "era bene" rispondere sempre in modo negativo, pena essere "rispediti" indietro!
"Voi europei", mi fa poi sorridendo, una guardia di frontiera, "siete portati a considerare l'Africa un unico Stato e ciò che succede in un luogo africano, poi lo estendete di colpo su tutto il nostro continente..... così avete fatto con ebola.... E la conseguenza è questa: da mesi qui nessuno entra più né per aiuti umanitari né per il raro turismo e siamo stati abbandonati! Ma il Continente africano è composto da 53 vasti Stati" (a differenza dell'UE che ne ha 25 e più vicini tra loro per minori dimensioni dei singoli territori).
Alcuni giorni dopo, riferisco questa considerazione ad un missionario spagnolo che segue una parrocchia al confine con il Mali, il quale mi conferma tutto, con l'unica eccezione (indicandomi una colonna di autobotti che trasportano il velenoso mercurio, usato per una fase di estrazione dell'oro) "...... delle multinazionali, con loro uomini e moderni mezzi, che continuano a lavorare per estrarre oro, uranio e Terre rare, di cui l'Africa è ricca, a prezzi di saldo!"
Mi trovo a viaggiare spesso di sera, anche fino a mezzanotte, su piste poco segnate ma con dossi "antivelocità" molto alti che ai deboli fari di un vecchio pick up, appaiono all'improvviso e, se distratti, fanno fare certi sobbalzi! Ma li preferisco a rallentamenti da prima marcia...... quasi soste che, mi dice un amico con cui viaggio, sono i luoghi preferiti dai malviventi che, lì ti attendono per depredarti"
Durante questi viaggi notturni, nascondiamo passaporti e cellulari fuorché qualche soldo che potremmo, nella eventualità, "farci derubare"; anche se qui, la polizia non va tanto per il sottile con i fuorilegge: un giorno ho assistito di persona ad una scazzottata tra un robusto gendarme e tre soggetti che dovevano averne combinata una grossa e le buscarono di brutto in strada prima di finire ammanettati, davanti alla gente.

Dopo una intera giornata, in giro per pozzi d'acqua rotti presso una piccola missione di suore già visitata tre anni fa, e mentre bevo una tazza intera di nescafè, vedo nella stanza accanto suor Honorine che con paziente tenacia sta parlando ad una coppia di giovani: lei è incinta ma lui non ne vuol sapere di farsi carico del figlio in arrivo e tantomeno sposarla; la ragazza tace a testa e occhi bassi. Lui un pò insolentello sta piazzato impettito di fronte alla suora che non gli dà tregua e quando lui gira la testa di lato, lei "dolcemente" gliela rigira, puntandogli in faccia due magnetici occhi neri che dicono: ".... te non scappi e ti assumi le tue responsabilità!"
Queste suore, di cui una infermiera, stanno cercando di impiantare un piccolo presidio medico, ma ancora serve tutto: medicine e strumenti di base, non mancano i pazienti: diversi parti alla settimana, infezioni, malaria, denutrizione, acqua potabile più rara e preziosa dell'oro.
Mi trovo in questa zona anche perché due amici, Eliane e Matteo, di una mia amica, sposatisi a giugno, hanno chiesto agli invitati alle nozze di orientare i soldi per i regali in un fondo da destinare poi ad un pozzo di acqua potabile in Burkina e così è stato! L'indomani ad inaugurarlo ci sono le tre suore, la gente del villaggio e i due giovani che, nella notte, quel mastino di suor Honorine ha "azzannato", portandoli vicino ad una promessa di matrimonio.

W.V.

 

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