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Gennaro

Mentre rientro alla stanzetta della parrocchia ove ho scelto di tentare un volontariato di 12 giorni, mi sorpassa piano piano un quadriciclo stranissimo pilotato da un tale con al collo una grande croce legata ad una corda a mo' di collana che, dondolando qua e là, non si può non fare a meno di notare.
Io procedo a piedi e solo dopo una buona mezz'ora mi ritrovo questo strano personaggio a colloquio con don Marcellin, il prete presso cui sono ospite. Si chiama Gennaro, ha una grossa Bibbia in mano e sta discutendo con il prete su un passo del Testamento, in un francese misto di napoletano sua terra d'origine.
La discussione, a cui partecipo in silenzio, perché già avviata, non mi pare chiara! Gennaro vuol insegnare al prete, un po' frastornato, che Dio vuol dire una cosa anziché un'altra e che lui su queste righe non ci dorme e da tempo sta meditando!
Quando don Marcellin se ne va per altri impegni, resto con Gennaro. Vedo che sulla sua maglietta un po' bisunta della nazionale italiana di calcio, attaccata alla croce c'è un grosso Cristo di plastica.
Parlandoci, mi racconta che era un costruttore edile e che per certi affari andati male a causa sua, il gruppo con cui lavorava lo vuole morto! E ora sta scappando da uno Stato all'altro dell'Africa ove spera di fare perdere le proprie tracce!
Gennaro a volte mi pare molto serio a volte ne dubito (il prete poi mi chiederà se secondo me è credibile; lo conosce da un paio di mesi e spesso va alla sua messa ove puntualmente gli contesta qualcosa sulla omelia che ha tenuto, mostrandogli alcune annotazioni sulla sua Bibbia consumata e sottolineata)
Gennaro mi mostra il suo veicolo davvero originale, ha anche 4 specchietti retrovisori diversi tra loro, quadriciclo con una ruota davanti e tre dietro, che lui ha costruito con pezzi di bici recuperati qua e là e, a suo dire, gli specchietti servono per non venire investito da qualche scalmanato di burkinabé che, mi assicura, "vanno come matti su motorini insicuri, causando brutti incidenti."

Gennaro ha capelli lunghissimi e bianchi tutti sparpagliati. Mi dice pure che ha assai denaro che vuole donare agli africani ma "non mi fido di nessuno, preti e suore compresi, neanche di voi volontari, che venite qui a fare i buonisti e i salvatori del mondo"!
Io gli dico che per parte mia son qui da sette giorni e già ho capito che il volontario in questa terra d'Africa, secca, spoglia, brulla dove si vede solo sofferenza, non fa per me e non è mia intenzione perdere l'aereo per il ritorno in Italia. Gennaro a sentire 'ste parole s'illumina e dice che a me i suoi soldi per fare del bene li darebbe... e che vuole che vada a salutare certi suoi parenti a Napoli per informarli che è vivo e che sta bene!
Al che, gli rispondo che non sono mai stato un leone e che infilarmi dentro a storie di malaffari (sarà vero?) non mi è di coraggio, ma prendo lo stesso un suo numero di telefono e ci salutiamo; lui balza sul suo cavallo di ferro a quattro ruote auto-costruito e caracollando lentamente, spingendo su pedali tra loro non in asse, se ne va cantando una melodia napoletana.
F.T.

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