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CUI PRODEST?

“A chi giova?”, “Chi ne beneficia?”
Spesso i romani antichi usavano questa frase per chiedersi chi fosse il vero beneficiario di una certa azione strana. In latino, mi sono beccato certi 4 che ancora oggi un vecchio professore, quando lo incontro, me lo ricorda, ma alcuni concetti mi sono rimasti a mente!
In Burkina Faso che vuol dire “il Paese degli uomini giusti”, qualcuno il 15 gennaio 2016 ha compiuto tre attentati che hanno immobilizzato coscienze, intelligenze ed economia.
Il primo è stato una carneficina in un hotel della capitale Ouagadougou ed in un bar all’italiana lì vicino, con lo scopo immediato che ora gli alberghi sono vuoti (normalmente vi alloggiavano operatori economici stranieri che stavano iniziando ad investire nel giovane e piccolo paese africano con un reddito procapite tra i più bassi al mondo).
Il secondo attentato ha visto il sequestro di un medico australiano e della moglie, una sorta di Dott. Schweitzer del Sahel, Djibo, dove visitava da 40 anni i più poveri, un operatore umanitario ante-litteram: risultato in 7 giorni la quasi totalità degli operatori/volontari stranieri se n’è andata e chi stava giungendo ha annullato il viaggio e la sua missione.
Il terzo attentato a Tin-Akoff, nel Nord est, sopprimendo soldati di confine, ha inteso “informare” che i protettori, i tutori della legge e dell’ordine, non lo sono, risultato quindi: “....abitanti e stranieri non sarete mai al sicuro; gli incontri tra persone, la circolazione, le strade e le tantissime piste non sono per niente sicure, ....statevene nelle vostre abitazioni, niente autobus per andare a scuola o lunghi percorsi per approvvigionarsi di alimenti o acqua...!”
La gente si è paralizzata.
All’aeroporto principale del Paese, il giorno 8 gennaio, al nostro arrivo, si contavano una decina di aerei passeggeri di varie compagnie nel piazzalone, nell’ultima settimana dello stesso mese alla partenza, ce n’era

solo uno oltre al “nostro”, che nel giro di 45 minuti è atterrato, ha sbarcato i pochi passeggeri, ha imbarcato i partenti per andare, dopo un’ora di volo, a rifornirsi di carburante in un altro Paese del centro Africa oltre a fare il cambio di equipaggio, perché in Burkina, non é più sicuro dormirci e neppure fare soste tecniche, per le compagnie aeree.
Abbiamo citato una frase all’inizio di questo scritto, vorremmo chiudere con un’altra: “per tagliare un albero secolare è sufficiente un minuto!”
Ma, aggiungiamo noi, se è secolare, ha buone radici ed estirparle tutte è impossibile per qualsiasi taglialegna e tali radici proveranno sempre a rigermogliare per loro conto, altrettanto tra gli operatori umanitari c’è gente motivata e tenace, che tornerà sempre a dare una mano e quando ad essi mancherà il fiato, passeranno “il testimone” ad altri pronti a raccoglierlo, come nella staffetta 1000 x 100.
W.V.

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