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Persia

Persia - Il pavone di corte

Vivevano in Persia tanto tempo fa, una regina, un re e la loro figliola che sebbene bella, era sempre triste.

Il re di Shiraz, Omàr Din pur potente, non sapeva più come fare per farla ridere ed ogni notte doveva sopportare i pianti della regina Ganja in pensiero per la figliola.

Il re aveva fatto arrivare a corte i saltimbanchi e acrobati della Cina, i danzatori delle isole di Sri Lanka, i mimi dell'India, nulla di nulla, la figlia era sempre triste.

Solo una cosa pareva darle un po' di gioia: i pappagallini e uccellini colorati che ogni tanto vedeva sugli alberi del giardino reale.

Il saggio Nabùc, ministro del re, pensò bene allora di fare giungere da ogni angolo del reame e anche più in là animali e uccelli, dai più comuni ai più rari ed ogni volta che ne arrivava uno nuovo, la principessina Kara chiamava la corte in giardino e alla vista del nuovo venuto, prorompeva in un bel "ooohhh!!!" che tutta la corte radunata ripeteva di nuovo: "ooohhh!!!" E allora Kara sorrideva un po' e la regina era felice e il re tirava un gran sospiro di sollievo! Fino al giorno dopo, perché la gioia a Kara passava presto e così ognuno restava in attesa del prossimo animale per essere un po' felici, tutti assieme.

'Sta cerimonia non era però sfuggita al pavone, che a quei tempi altro non era che una gallina dal collo più lungo e dalla testa piccola, i maliziosi dicevano che era per il poco cervello che doveva contenere, ma il pavone la pensava del tutto diversamente e i fatti gli diedero ragione.

Iride, così si chiamava il pavone, aveva notato che gli occhi di Kara brillavano di più alla vista dei pappagalli quindi cosa fece? Ogni volta che arrivava un pappagallo nuovo, passata che era la cerimonia del grande "ooohhh!!!" andava di notte sotto il ramo su cui si era appollaiato il pappagallo e col suo lungo collo......... TAC! partiva un colpo di becco che gli staccava la penna più bella e colorata dalla coda.

Poi, sul fare del mattino, quando tutto il cielo piano piano si illuminava e i rumori del laborioso giorno iniziavano, prendeva la penna rubata di notte al suo cugino pennuto e "TAC!" se la piantava sulla punta della coda non senza lanciare nel contempo un bell'urlo, dal dolore che l'operazione richiedeva, che in realtà era un "chiocciare" strozzato ma potente davvero! Ma, nel chiasso generale della corte che si affaccendava, nessuno ci faceva caso.

Poi, l'intelligente Iride, "per caso" andava a becchettare dove la principessina prima di desinare soleva passeggiare e qui .... gonfiandosi tutto, alzava la sua bella e nuova penna....... al ché Kara emetteva un "ooohhhh!!!"

E così, mentre per ogni uccello o animale nuovo che entrava a corte lo stupore passava subito dopo la presentazione alla reale fanciulla, per Iride lo stupore della principessa continuava ogni volta che veniva esibita una nuova penna....... (rubata all'ospite appena giunto da chissadove!)

Così, per ordine del re Omàr Din, al furbo Iride fu consentito di stare sempre nelle vicinanze di Kara potendole strappare un sorrisetto ed un "ooohhhh!!!" più di tutti gli altri animali del grande giardino reale.

La famiglia delle galline non gradì molto il successo del pavone che fu bandito dal gruppo e guai se ritornava tra loro! Ma ormai a Iride non importava granché dell'ostilità della famiglia di origine! Anzi....

Ogni volta però che la principessa gli passava vicino doveva, per ordine del re, mostrarle tutte le sue penne assieme ..... per strapparle un bell'"ooohhh!!!"

Il saggio Nabùc capì che qualche birbonata Iride la doveva avere fatta perché le belle e lunghe penne mica eran tutte uguali!....... anzi stupivano proprio per la loro diversità. Quindi chiamò il pittore di corte che ci lavorò un po' su ed esse ne uscirono così abbastanza simili, con in cima ad ogni piuma alcuni cerchi come un occhio per ricordare a tutte le altre galline l'"occhio lungo" che Iride aveva avuto....

In realtà gli restò anche un verso un po' strano, uguale all'urlo di dolore che aveva lanciato ogni volta che si era piantato una penna nuova!

Perse  - Le paon de la cour

Il y a longtemps vivaient en Perse une reine , un roi et leur fille qui , quoique belle ,était toujours triste.

Le roi de Shiraz , Omar Din ,bien que puissant ,ne savait plus que faire pour la faire rire et, chaque nuit il devait supporter les larmes de la reine Ganja qui se faisait beaucoup de soucis pour sa fille.

Le roi avait fait arriver les saltimbanques et les acrobates de la Chine , les danseurs de l’ile de Ceylon,les   mimes des Indes mais rien à faire leur fille était toujours triste.

 

Une chose seulemente semblait lui donner de la joye: les perroquets et les petits oiseaux colorés qu’elle voyait parfois sur les arbres du jardin royal.

 

Le sage Nabuc , ministre du roi, pensa alors faire arriver du chaque coin du royaume et meme plus loin des animaux et des oiseaux , soit les plus usuels soit les plus rares et chaque fois qu’en arrivait un nouveau , la petite princesse Kara appelait la cour dans le jardin , et à la vue du nouveau venu elle jaillissait   un bel ‘Oooohhhh’ que   toute la cour rassemblée repétait à nouveau ‘Oooohhhh’!

 

Alors Kara souriait un peu et la reine était heureuse et le roi était soulagé ! Jusqu’au   lendemain car la joye de Kara passait vite si bien que tout le monde attendait le prochain animal pour etre un peu heureux tous ensemble.

 

Cette cérémonie n’avait pas échappé   au paon qui ,à cette époque là n’était qu’un poulet avec   le cou plus long et la tete plus petite , les malicieux disaient   que c’était pour le peu   de cerveau qu’elle devait contenir mais le paon avait tout à fait une autre idée et les faits lui donnèrent raison.

 

Le paon ,qui s’appelait Iride , avait remarqué que les yeux de Kara brillaient davantage à la vue des perroquets et qu’est qu’elle fit donc ? Chaque fois qu’un nouveau perroquet arrivait, une fois terminée la cérémonie du grand ‘Oooohhh’, pendant la nuit ,le paon allait sous la branche où le perroquet s’était perché   et avec son long cou …..tac partait un coup de bec qui arrachait de la queue la plume la plus belle et la plus colorée.

Puis le matin , quand tout le ciel peu à peu s’éclairait   et les bruits de la journée labourieuse commençaient , il prenait la plume arrachée la nuit à son cousin et tac il la plantait sur la pointe de sa queue tout en criant de douleur qui ,à vrai dire ce n’était qu’un gloussement étranglé mais vraiment puissant .

Mais dans le bruit général de la cour personne ne l’entendait.

Puis l’intelligente Iride allait bequeter par hasard où la petite princesse avait l’habitude de se promener avant le diner et là ,en se gonflant , il levait sa belle plume nouvelle…..c’est à quoi Kara exclamait ‘Ooohhh’

Ainsi tandis que pour chaque oiseau ou animal nouveau qui entrait dans la cour la stupeur passait tout de suite après   la présentation   à la petite pincesse ,pour Iride la stupeur de Kara continuait chaque fois qu,il montrait une nouvelle plume ( volée à l’hote   à peine arrivé savoir d’où )

Ainsi ,par ordre   du roi Omar Din ,on permit au malin Iride   de rester toujours auprès   de Kara en pouvant lui arracher un sourire et un ‘Ooohhh’ plus de tous les autres animaux du jardin royal.

 

La famille des poules n’aima point le success du paon qui fut éloigné avec   l’interdiction de retourner.Mais desormais à Iride peu importait l’hostilité de sa famille d’origine….au contraire…

 

Mais chaque fois que la princesse était   près de lui .il devait ,sur l’ordre du roi ,lui montrer toutes ses plumes en meme temps….pour lui arracher un bel ‘Oooohh’

 

Le sage Nabuc comprit qu’Iride devait avoir fait quelques friponneries car ses belles et longues plumes   n’étaient pas identiques!..au contraire elles étonnaient justement pour leur difference.

 

Il appeal donc le peintre de cour qui y travailla un peu si bien que les plumes devinrent assez semblables avec , à l’extremité des cercles tels un oeil pour rappeler à toutes les autres poules ‘l’oeil long ‘ qu’Iride avait eu.

 

En réalité il lui resta aussi un cri un peu étrange comme le cri de douleur qu’il avait lancé chaque fois   qu’il s’était planté un plume nouvelle !

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