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Romania

Romania - Il re del lago

C’era una volta, nella campagna nei pressi di Bucarest, un grande lago; a dir la verità non era molto grande, ma tutti gli abitanti del vicino paese lo chiamavano il Grande Lago perché lì di più grandi non ce n’era. In questo lago vivevano molti pesci, piccoli e grandi, ranocchi, tritoni e qualche gambero. La gente del posto ci andava a pescare, di tanto in tanto, giusto per passare due ore in tranquillità. Nel complesso però i pesci ci vivevano serenamente.

Ma un brutto giorno un imprevisto ruppe l’incanto; un grosso pesce, forse venuto, chissà come dalle acque del fiume Volga, comparve d’improvviso nel lago.

Ai piccoli pesci del lago quel parente dal muso strano sembrava una balena tanto era grosso.

Ma il problema era che divorava tutto quello che trovava sulla sua strada piante, molluschi, ranocchi ma soprattutto i pesci, tanto che dopo un poco di tempo in tutto il lago restarono solo due pesci: il Re del lago, così si faceva chiamare il mostro ingordo e il piccolo pesciolino rosso che fino a quel momento era riuscito a scamparla. E il piccolino diceva al Re del lago:

"Maestà (doveva chiamarlo così altrimenti si arrabbiava ed avrebbe mangiato anche lui); maestà, dovete frenare il vostro appetito, il lago è diventato un deserto, tutti gli altri pesci sono finiti nella vostra pancia!".

Ma il pesce ingordo non voleva sentire ragioni e diceva:

"Sono il Re del lago e ho diritto di esaudire tutti i miei desideri, non è colpa mia se voi siete più piccoli e io molto più grosso, ora i contadini metteranno altro pesce nel lago ed io inizierò nuovamente a mangiare e tu bada! Se m’infastidisci con le tue prediche, sarai la mia prossima colazione".

Ma le cose andarono diversamente, vedendo che nel lago non c’era più pesce, i contadini un bel mattino decisero di prosciugarlo perché volevano capire dove era finito tutto il pesce che vi avevano messo. E così fecero. Dopo un giorno il bel lago era stato prosciugato ed era rimasta solo una grande fossa fangosa.

Il Re dei pesci boccheggiava nel fango e morendo capiva che la sua sventura era stata causata dalla sua ingordigia.

Il pesciolino rosso invece, saltando di pozzanghera in pozzanghera, raggiunse un piccolo canale e da lì arrivò al fiume azzurro.

I contadini raccolsero il Re del lago che si dibatteva imprigionato dal fango e mentre lo tiravano su, dicevano: "Mamma mia quanto è grosso! Questa sera daremo da mangiare a tutte le famiglie".

E così stava per essere, sennonché, messo il grosso pesce su un carretto portandolo verso il paese, cominciarono a cercare una padella abbastanza grande da friggerlo ma, cerca di qua, cerca di là una padella si grande con c’era. Il fabbro allora disse: "Farò io una bella padella grande che lo possa friggere tutto di un pezzo, datemi tre giorni di tempo!"

L’idea fu approvata, ma intanto, dove mettere il pesce che non puzzasse?

"Rimettiamolo nel laghetto con un po’ d’acqua".

Anche questa idea piacque e per tre giorni il Re del lago fu rimesso nel laghetto con poca acqua e quasi più morto che vivo... ma abbastanza vivo da udire bene il fabbro che nella sua fucina martellava sul ferro per modellare il nuovo padellone.

Dormì poco e male, il gran pesce e più che sogni fece incubi che lo vedevano mentre era nell’olio sfrigolante della padella e quasi cotto!

Finito che ebbe la sua opera, il fabbro e gli uomini del paese tornarono al lago, seguiti da un gran numero di gatti, per ripescarlo e cucinarlo; ma qui al pesce venne una idea e così parlo’ ai paesani:

"Se mi lascerete vivere, resterò nel lago e farò io la guardia a tutti i pesci che vorrete rimetterci e nessuno più li tormenterà, così voi avrete il vostro bel lago di nuovo vivo e pieno di vita!"

"Caspita, disse forte il capomastro responsabile del paese, pare una buona proposta, facciamolo!"

Quindi vennero rimessi molti bei pesci nel lago che fu anche ingrandito, ma fu anche piantata a testa in su, sulla riva, la bella padellona fatta dal fabbro, come avvertimento al Re del Lago se gli fosse tornata... qualche vecchia idea!

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Romania - The King of the Lake

Once upon a time in the countryside near Bucharest there was a big lake; it was not very big actually, but everybody in the village nearby called it The Big Lake because round there there was no bigger lake. There lived many fish, big and small, frogs, tritons and a few prawns. Those who lived nearby went to fish in it, from time to time, just to spend a couple of hours in tranquillity. However, on the whole the fish lived happily there.

But one bad day an unexpected event broke the spell; a big fish, who might have come from the waters of the river Volga God knows how, suddenly appeared in the lake.

That relation with an odd muzzle was so big that he looked like a whale to the little fish in the lake.

But the trouble was that he ate up all he found in his way, plants, shellfish, frogs but fish most of all, to the point that after a short time there were only two fishes left in the whole lake: the King of the Lake - this is how the greedy monster wanted to be called - and the little goldfish, who had managed to escape so far. And the little fish told the King of the Lake:

"Your majesty (it had to call him like that otherwise he would get angry and eat it as well); your majesty, you must check your appetite, the lake has become a desert, all the other fish have ended up in your tummy!"

But the greedy fish paid no heed and said:

"I'm the King of the Lake and I have the right to fulfil all my wishes, it isn't my fault if you're smaller and I'm much bigger, now the peasants will put more fish into the lake and I'll start eating all over again and you beware! If you bother me with your sermons, you'll be my next lunch".

But things went differently. Since there were no more fish in the lake, one fine morning the peasants decided to dry it up because they wanted to know where all the fish they had put into it had gone. And so they did. The following day the beautiful lake had been dried up and only a big muddy pit was left.

The king of fish was gasping in the mud and while he was dying he realized that his misfortune had been caused by his greed.

On the other hand, the goldfish, jumping from puddle to puddle, came to a small canal and from there he got to the blue river.

The peasants picked up the King of the Lake who was floundering stuck in the mud and while they were pulling it up they said : "Goodness me how big it is! Tonight we'll feed all the families".

And it was about to be so but, having put the big fish on a cart to take it to the village, they began to look for a big enough pan to fry it but they could not find such a big pan anywhere. Then the blacksmith said: "I'll make a nice big pan where you can fry it all in one piece, give me three days' time".

The idea was approved, but in the meantime, where should they put the fish so that it would not stink?

"Let's put it back into the pond with a little water".

Everybody liked this idea as well and the King of the Lake spent the following three days back in the pond with little water and nearly more dead than alive... but alive enough to hear the blacksmith who in his forge hammered on the iron to make the new big pan.

The great fish slept little and badly and rather than dreams he had nightmares where he was in sizzling oil in the pan and was almost cooked.

Having finished his work, the blacksmith and the men of the village went back to the lake, followed by a huge number of cats, to fish it again and cook it; but then the fish got an idea and thus he spoke to the villagers:

"If you let me live, I'll stay in the lake and guard all the fish you want to put back into it and nobody will torment them any more, so you'll have your beautiful lake back, alive and full of life again".

"Good heavens" said the responsible master builder of the village loudly "it sounds good, let's do it".

So they put many nice fish back into the lake, which was also enlarged, but they also planted the nice big pan, made by the blacksmith, head up on the shore, as a warning to the King of the Lake in case he got... a certain old idea!

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