
Sono stati raccolti, tra settembre e dicembre 2011, medicinali e materiale tecnico-ospedaliero, così come richiestoci da alcune strutture burkinabè, per un valore stimato all’acquisto di circa 16.000 euro, donati poi durante la missione speciale in Burkina Faso di dicembre 2011/gennaio 2012:
- Dispensario medico generale di Donsin
- Centro medico S. Camillo di Koupela
- Cren “M.Kolbe” di Sabou
- Ospedale S. Camillo di Ouagadougou
- Orfanotrofio di Sissin
Ringraziamo per le donazioni delle medicine, materiale raccolto e finanziamento di spesa di acquisto, sostenitori e finanziatori privati e la farmacia Vitale.

Prima fase - gennaio 2012
Ce l'avevo quasi fatta
Z. RAMATA è una ragazza rimasta da poco orfana.
Non ha il denaro per frequentare la terza classe... 154,00 Euro.
Abbiamo investito sulla sua formazione scolastica per il compimento degli studi del terzo anno, poiché la prima e la seconda le ha frequentate con ottimo profitto.
Al termine del terzo anno, se promossa, otterrà il diploma di termine del primo ciclo di studi e potrà meglio cercare il suo primo lavoro.


Finanziato da: SolidAid
Leggi anche l'articolo C'e l'ho fatta - seconda fase
Riattivazione di un pozzo per l'acqua potabile a Yargo.
Sono quaranta minuti che abbiamo lasciato Koupela sul vecchio pick up de l'Ocades (Caritas); è tutto un su e giù con profondo avvallamento nel centro de la pista di terra rossa, a volte il prete, Padre Bernabè, li riesce ad evitare a guisa di gimcana a volte no, ma penso più per non voler continuare a guidare a zigzag. Ad un tratto mi dice "guarda la"!
Vedo un gruppo di uomini, 20 o 30 che in una nuvola di polvere stanno alzando le mani su e giù, o così mi pare. Ma più da vicino, sono persone che battono il miglio con un bastone che legato a una corda, tiene un atro bastone che a mò di randello colpisce le sottili pannocchie di miglio che stanno al centro. Così i piccoli chicchi di miglio si staccano e, ogni tanto, vengono raccolti in ceste dalle donne.
Quest'anno il raccolto è stato scarso, il 30% e anche il 40% in meno de 2010 e ci si aspetta nel 2012 una profonda carestia, con un rialzo di prezzi del miglio notevole.
L'Ocades lo sta comprando in quantità anche dai Paesi vicini per poi rivenderlo a prezzo politico ai poveri.
I battitori di miglio indicano che il villaggio principale è vicino; infatti, dopo pochi minuti ecco che appare in fondo un enorme baobab e a venti metri il rinnovato pozzo di acqua potabile, offerto dalle Banche Popolari "CoBaPo", di Yargo, che dà acqua a 1.890 persone e ai loro animali.

L'Ocades, che ci aveva segnalato la necessità di ripristinare questo importante pozzo a beneficio di molta gente, sta mappando tutto il suo territorio (un milione ottocentomila persone) che da Koupela arriva fino al confine con il Togo e prima di proporre ai potenziali finanziatori nuovi pozzi, invita a riattivare i pozzi già esistenti che si sono bloccati (attorno ai quali gravitano ancora migliaia di persone) e il cui ripristino costa la meta di un pozzo nuovo!
Questo pozzo di Yargo è ora veramente imponente, ha un bel muro di protezione e quattro accessi e un canaletto in cemento che porta l'acqua "sprecata" a un abbeveratoio per capre, bovini e maialini.
Oltre cento persone sono qui per l'uscita della prima nuova acqua da 60 m sottoterra e la benedizione del pozzo.
Tra i primi che mi salutano c'è il "custode del pozzo" che, con fare solenne toglie il lucchetto ad un chiavistello che blocca la pompa a mano; "il pozzo", mi dice in lingua morè poi tradottami, "lo apro al mattino presto e lo chiudo nel pomeriggio affinché i bimbi non ci giochino inutilmente!" "Inoltre", prosegue, "ogni gruppo familiare deve pagare una quota annua di 700 CFA (appena più di un euro) e 350 CFA annui per ogni mucca che possiede e che qui viene ad abbeverarsi. La somma raccolta servirà ad aggiustare parti del pozzo che dovessero rompersi".

Il capo villaggio, tramite il traduttore, mi dice che la tensione tra la popolazione per mancanza di acqua potabile, stava salendo molto per malattie intestinali in aumento specie nei bambini e la conflittualità e le liti tra le famiglie per l'impotenza/impossibilità di riuscire nel costoso ripristino del pozzo.
Quindi, il prete, con stola bianca e gialla dice una preghiera e con la pura acqua del pozzo raccolta in un catino di smalto blu, ci aspèrge tutti abbondantemente usando una piccola scopa di saggina che immerge nel catino colmo.
W.V.
Riattivazione di un pozzo per l'acqua potabile a Koupela.
E’ stato ristrutturato/ricostruito (con materiale più moderno e resistente: acciaio inossidabile e pompa a mano India Mark II) il pozzo del quartiere Saint Albert alla periferia di Koupela, 150 km ad est di Ougadougou e distante 140 km dal confine il il Togo.
Il pozzo (che fra l’altro ha una forte riserva idrica e getta quasi 2 mc di acqua per ora) era bloccato-inservibile da 8 mesi e la mancanza di fondi per il ripristino (euro 2.800) stava creando molti disagi e problemi alla vita quotidiana ed alimentare di oltre un migliaio di persone che a tale pozzo si approvvigionavano; aveva inoltre innescato una notevole conflittualità tra la gente stessa del quartiere per i problemi sanitari che la mancanza di acqua potabile recava.

Il pozzo ha ora una gestione comunitaria con un responsabile alla manutenzione continua e sorveglianza; e’ stata altresì istituita una raccolta di fondi, 650 cfa a famiglia (1 €) ogni anno, tra le famiglie utilizzatrici, per fare fronte alle spese di ordinaria cura del manufatto.


Offerto da Elisabetta Caracciolo di Brienza





