E' gennaio inoltrato, del 2014, mi trovo nella provincia burkinabe' di Zaguedoguin oltre 200km a nord/est della capitale.
Qui, il pozzo di acqua potabile era distrutto e quindi inutilizzabile da due anni, anni in cui oltre tremila persone di tre etnie diverse: Peul, Gourmanche e Mossi dovevan cercarsi un po' di acqua a quattro kilometri di distanza.
Ora all''inaugurazione del nuovo pozzo tutta la comunita' e' radunata per festeggiare l'acqua potabile che tra pochi minuti tornera' a sgorgare da molte decine di metri sotto terra.
Un gruppo di almeno 400 persone ,distribuita sulla circonferenza di un ideale ampio cerchio, ci attende dal primo pomeriggio; sono disposti secondo un ordine non casuale: due panche in legno per noi di SolidAid onlus che abbiam donato il nuovo pozzo e per i tecnici africani che vi han lavorato poi a destra delle panche gli uomini e gli anziani con il vecchio e saggio capo dei villaggi in mezzo a loro , quindi al centro della circonferenza i giovani e i bambini poi continuando, cioe' a sinistra delle panche le tantissime donne.
Appena giungiamo e' tutto un battere di mani e a seguire i iniziano i ringraziamenti del capo villaggio prima (in lingua locale, che ci vien tradotta in francese) poi altri saluti di anziani responsabili "minori" della comunita' allargata..; noi rispondiam per SolidAid ed anche i tecnici intervengono.
Quindi inizian canti e danze di donne , poi i musici con tamburi poi appaiono le "maschere" che danzano giungendo davanti a noi ed al capo-saggio. Dopo un gran bel po' al calare del sole..il saluto finale nostro ma la comunita' continuera' a fare festa fino a notte fonda.





